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Gennaio 23, 2026Garantire a tutti accesso a energia pulita, affidabile e moderna entro il 2030 è l’obiettivo numero 7 dell’Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile. Un traguardo che resta ancora lontano, come mostra il nuovo Energy Progress Report 2025, pubblicato dalle agenzie custodi delle Nazioni Unite (IEA, IRENA, Banca Mondiale, UNSD e OMS).
I dati raccontano un progresso importante ma diseguale. Oggi il 92% della popolazione mondiale è connessa alla rete elettrica: dal 2010 ad oggi, quasi 665 milioni di persone hanno guadagnato l’accesso all’elettricità. In Asia meridionale il balzo è stato notevole, ma l’Africa Sub-sahariana resta l’area più critica: qui vive l’85% di chi ancora non ha energia, con Nigeria, Repubblica Democratica del Congo ed Etiopia che da sole sommano oltre un terzo del deficit globale.
Sul fronte della cucina pulita, i progressi sono lenti: 2,1 miliardi di persone, soprattutto nei Paesi più poveri, continuano a cucinare con legna, carbone o altri combustibili inquinanti, con gravi conseguenze per la salute e per l’ambiente.
Le rinnovabili invece continuano a crescere: hanno raggiunto quasi il 18% dei consumi finali globali e rappresentano il 30% dell’elettricità prodotta. Fotovoltaico ed eolico trainano l’espansione, ma secondo IEA e IRENA il ritmo resta insufficiente per centrare l’impegno, preso alla COP28, di triplicare la capacità installata entro il 2030.
Anche l’efficienza energetica mostra segni positivi, con un miglioramento del 2,1% nell’intensità energetica globale nel 2022, dopo anni di stallo. Tuttavia, per rispettare l’obiettivo ONU servirà accelerare a un ritmo doppio.
Un segnale incoraggiante arriva dai flussi finanziari pubblici internazionali, che nel 2023 sono cresciuti del 29%, raggiungendo 21,6 miliardi di dollari, soprattutto a favore di solare ed elettrificazione nelle economie emergenti. Ma il gap resta enorme: servono investimenti annui nell’ordine dei 4.5 trilioni di dollari entro il 2030 per portare davvero il pianeta sulla traiettoria giusta.
Il quadro, insomma, è fatto di luci e ombre. Se da un lato si moltiplicano gli impegni politici e i progressi tecnologici, dall’altro il ritmo rimane insufficiente e le disuguaglianze geografiche rischiano di lasciare indietro intere regioni. L’appello del report è chiaro: accelerare l’azione, rafforzare le politiche e mobilitare più risorse. Solo così l’Obiettivo 7 dell’Agenda 2030 potrà diventare realtà, aprendo la strada a uno sviluppo più equo e sostenibile.



